L'ARTE DI ROBERTO ANGIOLILLO

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Roberto Angiolillo nasce a Roma il 4 agosto 1965.

Ancora bimbetto, rivela già un temperamento artistico spiccato, l’amore per la luce ed i colori, per la musica (fra i primi ricordi di quegli anni c’è una chitarrina e canzoni che riempiono pomeriggi soleggiati sui balconi). La prematura scomparsa del padre Gaetano lascia al fanciullo una traccia indelebile di gioia posseduta e troppo presto persa, un velo di malinconia ed una tensione nelle dimensioni dell’inconscio che si ritrovano sublimate nelle profondità dei toni e nelle atmosfere divise fra realtà sogno ed inquietudine esistenziale dei sui quadri.

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L’adolescenza di Angiolillo è un processo di maturazione anche della sensibiltà artistica e sentimentale.Fondamentali sono le circostanze, gli incontri, i luoghi. Le lunghe estati in Sabina, dove conosce don Fabrizio Testa, sacerdote ed amico, e frequenta l’ambiente giovanile che intorno a questo si forma.Torri in Sabina e Cantalupo, le colline selvose all’orizzonte e le coltivazioni di grano, gli allineamenti degli olivi ed i sentieri polverosi fra paesi, il caldo ed il sole che accendono accaniti pomeriggi di silenzi, iniziano a comporre scenari e ad imprimere tonalità negli occhi del futuro pittore, fanno nascere e crescere impetuoso l’innamoramento per l’ambiente ed i suoi paesaggi, per la spettacolarità degli elementi naturali.

Ancora due incontri segnano tappe mai secondarie nel percorso formativo del giovane Angiolillo.Il primo, personale e privato, è con il Prof. Attilio Lopalco, psico-terapeuta di chiara fama, con cui l’artista stringe un legame denso di anni e di scambi intellettuali e costruttivi.

E poi la conoscenza di Alberto Sordi, il grande attore dei romani. In quell’occasione, Sordi incoraggia il giovane Angiolillo a consacrarsi all’arte – non importa in quale forma – a quella vocazione che già si intravede emergere in lui dalle parole e dagli interessi dichiarati. Quel breve invito si incide nei pensieri/ricordi di Angiolillo come una sorta di presagio, e come un monito a non smettere mai di cercare la propria strada nell’arte.

Seguono anni in cui Angiolillo si dedica professionalmente alla musica ed alla fotografia.

La pittura è solo un fuoco che cava sotto le braci, lasciato sopito fra schizzi ingenui ed improvvisati; ma pure che si nutre di timbri musicali ed armonie, di studi di luci e definizione dei colori; che pian piano si rinvigorisce con l’affinarsi di una percezione poetica della vita.

Finchè, ed accade una sera del 1998, l’amico fotografo Mauro Sestili mette, quasi per gioco, quasi per sfida, Angiolillo davanti una tela e con colori e pennelli appena comprati. È una folgorazione. Anzi, è una diga che si rompe, e che lascia fluire un impeto di visioni ed emozioni da non poter più fermare.Angiolillo inizia un frenetico percorso di acquisizione tecnica, prende lezioni di pittura, frequenta circoli di artisti a Roma e a Monterotondo (dove vive ormai da alcuni anni), con gli amici artisti passa giorni e nottate intere a scoprire, inventare, sperimentare le varie tecniche pittoriche, soprattutto quelle che esaltano aspetti materici e volumentrici delle stesure.

Chi lo sprona sempre e gl’illumina i passi di coraggio e presenza, è Daniela, da anni compagna di vita, capace di donare senza fine un bagliore di grazia al pittore, persino di fronte alle fatiche ed alle difficoltà che egli incontra.

E finalmente nel 2003 avviene la prima esposizione al pubblico. In un concorso internazionale a Londra, Angiolillo ha il primo incoraggiante “battesimo del fuoco”.

Nel frattempo, un altro amico, Maurizio Vassallo, lo invita nei territori incantati di Acciaroli e del Cilento, che già gli aveva fatto scoprire anni prima. È maturo il tempo per pensare ad una prima personale.

È il 2004. Nel Castello medievale di Agropoli si tiene la personale “Di sole, di vento e di mare”, un vero e proprio omaggio a quei territori del salernitano che Angiolillo ha pienamente adottato come ispirativi del suo momento creativo, e che gli forniscono scenografie e colori unici per la sua pittura.

Ormai la pittura he preso il sopravvento. Angiolillo continua ad esporre ed invia i suoi quadri in varie mostre nazionali ed internazionali, molti collezionisti acquisiscono le sue opere, il suo linguaggio guadagna maturità e personalità, crea un proprio individuabile codice stilistico.

Ma questa storia ormai è recente.

Oggi, con la mostra a Palazzo Valentini – sede della Provincia di Roma – , l’arte di Roberto Angiolillo ottiene il prestigio di un’esposizione in un luogo istituzionale, fissa un’ulteriore tappa qualificante e prende slancio per proporre ancora la sua visione della bellezza e della Natura.

ENGLISH VERSION

Roberto Angiolillo was born in Rome in the 4th August 1965.

Since childhood, Angiolillo reveals a strong artistic temperament, the love of light and colors, for music (among the first memories of those years there is a small guitar and songs that fill sunny afternoons on the balconies).The untimely death of his father Gaetano leaves the child an leaves in the child an indelible trace of a joy possessed but that he lost too soon, a veil of melancholy and a voltage in the size of the unconscious that are found sublimated into the depths of the tone and in the atmosphere which are divided between the reality of the dream and the existential anxiety of his paintings.

Adolescence of Angiolillo is a maturation process also of artistic sensitivity and sentimental. Fundamental are the circumstances, meetings, places.The long summers in Sabina, where he met Don Fabrizio Testa, priest and friend, and frequents the youth which is formed around him.Torri and Cantalupo in Sabina, the wooded hills on the horizon and the crops of wheat, the alignments of olive trees and dusty paths between countries, the heat and the sun light of the silent afternoons, begin to compose scenarios in the eyes of the future painter, where are born and grow impetuous falling in love for the environment and its landscapes, for the spectacle of the natural elements.

Two more meetings mark ever secondary stages in the training of young Angiolillo.

The First, personal and private, is with Prof. Attilio Lopalco, psycho-therapist of renown, with which the artist makes a relationship full of years and exchanges intellectual and constructive.And then the knowledge of Alberto Sordi, the great actor of the Romans. On that occasion, Sordi encourages the young Angiolillo to devote himself to art – no matter in what form.That brief invitation is etched in the thought /memories of Angiolillo as a kind of foreboding, and as a warning to never stop trying his way in the art.

Angiolillo for years will devote his time to photography and to music.

Painting is just a fire pit in the ashes, left hanging between naive and improvised sketches; but also that feeds on stamps and musical harmonies, studies of light and color definition; that tones slowly with the sophistication of a poetic perception of life.

How long, and it happens one evening in 1998, the photographer friend Mauro Sestili puts, just for fun, almost like a challenge, Angiolillo front of a canvas and paints and brushes just bought. It ‘a revelation. In fact, it is a dam that breaks, where Angiollillo flow will leave a measure of visions and emotions that can not be more stops. Angiolillo begins a process of acquisition technique hectic, take painting lessons, attends circles of artists in Rome and Monterotondo (where he lived for some years), with his artist friends who spend days and long nights to discover, invent, experiment with different painting techniques, especially those that highlight aspects of the material and volumentrici drafts.

Who always encourages and gives courage and is always present, is Daniela, his life partner, which is able to provide an infinite light of grace to the painter, even in the face of hardships and difficulties that he encounters.

And finally in 2003 takes place the first public exhibition. In an international competition in London, Angiolillo has the first encouraging “baptism of fire”.

Meanwhile, another friend, Maurizio Vassallo, invites him into the enchanted land of Acciaroli in Cilento, who already had known years before. It is the right time to think of a first solo.

It’s 2004. In the medieval castle of Agropoli holds the staff “of the sun, the wind and the sea”, a real tribute to those territories of Salerno that Angiolillo has fully adopted as his inspiration creative moment, and providing landscapes and unique colors for his painting.

Now the painting he gained the upper hand Angiolillo continues to expose and sends his paintings in various national and international exhibitions, many collectors acquire his works, thanks to his artistic maturity and his personality , creates its own code of recognizable style.

But this story now is recent.

Today, with the exhibition at Palazzo Valentini – seat of the Province of Rome – the art of Roberto Angiolillo get the prestige of being able to do a show in a place institutional.He have fixed further qualifying stage proposing yet his vision of Beauty and Nature.

Roberto Angiolillo

Roberto Angiolillo

Artista

ART
80%
COLOR
60%
CREATIVITY
90%

parallax

MOSTRE

PROSSIME MOSTRE : IN ALLESTIMENTO

2011

“Campi di Grano a Paestum” – personale – Sala Egon von Furstenberg , Palazzo Valentini – Roma 3-14 marzo 2011

2010

“Italian Olimpic Spirit”-collettiva, in occasione dei XXI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI, CASA ITALIA, Vancouver (CAN)

Casa Italia

Casa Italia

“Trenta xtrenta = novecento – Unter dem himmel von Berlin” (a cura della galleria Infantellina Contemporary), Berlino(D)

2009

“Bideceinge” (a cura di A. Campilongo, testi di F.G. Farachi)-collettiva, ISA Roma

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“Trenta x trenta = novecento”(a cura della galleria Vittoria di Roma)-collettiva, The West Lake Expo Art Fair (XII edizione), Hangzhou (PRC)

“Della stessa sostanza degli ultimi”-collettiva, Scuderie di Palazzo Ruspoli, Roma

2008

“Different Looks” (a cura di J.Czajca-J.Tyburski)-collettiva,”Galeria Zamojska”,Zamo(Polonia)

“Ti riciclo l’arte-Storie di plastica, carta, alluminio e vetro” (a cura di P.M. Greco)-collettiva, “Fonderia delle Arti”, Roma

Ti riciclo

“Dipingere”(a cura di A. Nardoni)-collettiva, “Accademia per le arti pittoriche e scenografiche”, Monterotondo (RM)

“L’arte rende sacro”(a cura di A. Campilongo)-collettiva, Chiesa Romanica di S.Francesco, Capranica (VT)

2007

“Without” (a cura di S. Iatosti, con testi di F.G. Farachi, P.M. Greco, I.Mitrano)-collettiva, Chiesa Romanica di S.Francesco, Capranica (VT)

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“Segno dei tempi”-collettiva, Galleria “Arcadia”, Mentana (RM)

“Different Looks – Arte contemporanea italiana a Varsavia” (a cura di J. Czajka – J. Kozaczuk)-collettiva, “Pracownia Galeria”, Varsavia(Polonia)

2006

“Artist 2006″ , “The 16th Istanbul International Art Fair”, Istanbul (Turchia)

“Mtamorphoseon – La forma si trasforma” (a cura di F.G. Farachi)-collettiva, “Neo Art Gallery”, Roma

2005

“Classico Jazz” – personale, “Jazz Gallery”, Roma

2004

“Confronti a 5″- collettiva, Studio d’arte “I pellicani” di Giacomo Badini, Monterotondo(RM)(insieme ai M.ri Conciatori, De Magistris, Andriuoli, Cremonesi)

“Di sole, di vento e di mare” – personale, Castello Medievale di Agropoli (SA)

2003

Concorso Mondiale per l’Arte Contemporanea, sez. “Pittura e Fotografia” , Londra (GB)

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